Nella collina di Collalto si svolgono numeroseattività legate alla tutela e valorizzazione delle risorse ambientali locali.

Veduta aerea della Masseria dell'Oasi.

Mietitura.

Campo di confronto varietale nella Masseria dell'Oasi.

Agricoltura biologica

Nella Riserva Naturale Regionale Lago di Penne, porta vestina di accesso al Parco Nazionale del Gran Sasso d'Italia, da oltre venti anni, si porta avanti una serie di iniziative finalizzate alla tutela degli ecosistemi, svolgendo, da oltre dieci anni, sperimentazioni e ricerche, esclusivamente nel campo dell'agricoltura biologica. Sulla collina di Collalto si svolgono numerose attività legate alla tutela e valorizzazione delle risorse ambientali locali.
La cooperativa Gallero è riuscita ad ottimizzare una filiera produttiva che comprende, oltre ai cicli di produzione del farro, anche la trasformazione in azienda del prodotto, con diverse specialità gastronomiche.
Negli Stati Uniti d'America ogni anno venivano brevettati oltre 500 nuovi prodotti di sintesi chimica, fino a quando, intorno alla metà degli anni settanta, la scrittrice R. Carson pubblicò "La primavera silenziosa", denunciando all'opinione pubblica l'abuso dei prodotti di sintesi nell'ambiente, con gli effetti disastrosi nelle reti trofiche. Tracce di DDT furono trovate perfino nei tessuti degli orsi polari.
Per troppo tempo l'agricoltura chimica intensiva è stata vista come l'unica possibilità per coltivare il terreno ed ottenere produzioni agricole sempre più abbondanti, tramite l'uso di pesticidi, insetticidi, diserbanti e concimi chimici di sintesi.
Di fronte al crescente e sempre più drammatico degrado ambientale, l'agricoltore biologico, abbandonando gli obiettivi della quantità a favore della qualità del prodotto senza per questo trascurare l'innovazione metodologica, ha conquistato un ruolo di maggiore rilievo, diventando tutore dell'ambiente.
L'agricoltura biologica vieta l'uso di radiazioni ionizzanti per la conservazione dei prodotti, poiché, derivanti da metalli radioattivi, distruggono ogni forma vivente.
Questa attività ecocompatibile, contribuisce alla vitalità dell'economia rurale attraverso lo sviluppo sostenibile nelle zone marginali e all'interno delle aree naturali protette.

La collina ritrovata
Un progetto di agricoltura ecocompatibile nella Riserva Naturale Regionale Lago di Penne

Il Progetto "la collina di Collalto", acquistata dalla Regione Abruzzo, all'interno della Riserva Naturale Regionale Lago di Penne, ospita il Centro di educazione ambientale Antonio Bellini, il Laboratorio dell'Oasi e la Masseria dell'Oasi. Per la riconversione dei terreni e per avviare nuovi processi produttivi, è stato elaborato un articolato progetto la cui novità, oltre alla produzione esclusivamente con il metodo dell'agricoltura biologica, è la filiera produttiva, compresa la trasformazione e la commercializzazione del prodotto con appositi marchi registrati
Recenti scavi archeologici sui terreni argillosi ai margini del torrente Gallero, vicinissimo a Collalto, hanno portato alla luce reperti preistorici del paleolitico superiore che risalgono ad oltre 17.000 anni fa. La presenza dell'uomo in questa zona appenninica è rimasta costante dalle ultime glaciazioni fino ai nostri tempi. Nel neolitico l'uomo-cacciatore si è fermato a coltivare i terreni strappandoli alla natura selvaggia.
Con la scoperta dell'agricoltura l'ambiente naturale, lentamente ma costantemente modificato dall'azione dell'uomo, si è trasformato in paesaggio agrario.
Sulla collina di Collalto, fino agli anni settanta, la vita, scandita dal lavoro nei campi, seguiva il ritmo delle stagioni.
Poi l'abbandono, l'incuria, i casolari in poco tempo fatiscenti, la monocoltura intensiva ha iniziato a banalizzare il paesaggio di origine antropica.

Nel 1987 con l'istituzione della riserva naturale si propone un progetto di recupero.
"La collina ritrovata" è un'iniziativa finalizzata a riportare l'uomo, e le sue attività compatibili con la tutela dell'ambiente, sulla terra di Collalto. Le tradizioni contadine, il sapere e la saggezza dell'uomo agricoltore si fondono con le acquisizioni della scienza e della tecnica alla ricerca di nuovi equilibri capaci di coniugare protezione, rispetto degli ecosistemi naturali e la necessaria produttività.
La Regione Abruzzo, con la scelta di proteggere buona parte del suo territorio, ha proposto un nuovo modello di sviluppo. Anche il settore agricolo, all'interno di questi territori, è chiamato a ridisegnare la sua identità ed il suo sviluppo.
Nuovi modelli di organizzazione aziendale e di programmazione delle produzioni si impongono, nuove relazioni tra i diversi comparti produttivi vanno opportunamente ricercate. Ma non è un ritorno al passato, come taluni sostengono, semmai un grosso sforzo in avanti nella ricerca di tecniche che salvaguardino la fertilità dei suoli e di controllo di piante infestanti, insetti e malattie, sempre nel rispetto dell'ambiente in quanto ecosistema. Una ricerca per la valorizzazione degli ecotipi locali, cercando di evitare l'erosione genetica di molte specie prima della loro completa estinzione. Una capacità nuova di rapportarsi con il mercato offrendo produzioni tipiche, biologiche, di alta qualità.
Dunque un progetto di riconversione in agricoltura biologica di oltre 60 ettari di terreno, come delle imprese agricole che operano all'interno delle aree protette in Italia.

Descrizione dell'area dell'intervento

Il fondo rustico, acquistato dalla Regione Abruzzo e dal Comune di Penne è localizzato nella Riserva Naturale Lago di Penne in contrada Collalto. Siamo in presenza di terreni dotati di buona fertilità, buona capacità idrica e potere assorbente, tipicamente franco-argillosi secondo la classificazione della SIS, con un pH medio intorno ai 7,50 - 8,00.
Il fondo si può dividere in tre parti.
La prima di circa 20 ettari con giacitura mediamente inclinata e con possibilità di agevoli lavorazioni meccaniche, è utilizzata per la coltivazione del grano, l'orzo, il girasole e l'erba medica.
La seconda di circa 10 ettari è costituita da terreni in pendio più o meno accentuato ed è occupato da bosco ceduo in cui prevale la roverella ed il carpino. Il centro aziendale, raggiungibile da una strada che si dirama direttamente dalla strada di Collalto, si sviluppa su un'area pianeggiante di circa un ettaro.
Una terza parte di circa 20 ettari piuttosto pianeggianti è posizionata ad una quota più bassa della collina nel versante a ridosso del fiume Tavo.
Uno dei principi fondamentali dell'agricoltura ecocompatibile prevede la nutrizione del terreno e non delle colture, la concimazionesi effettua con un limitato apporto di prodotti di origine esterna e comunque di natura organica, con un'intensificazione di tutte quelle pratiche agronomiche utile al ripristino naturale della fertilità del suolo. Un ruolo importante è stato l'utilizzo di letame proveniente da aziende limitrofe.
Un intervento di carattere scientifico, finalizzato allo studio e alla caratterizzazione del farro abruzzese, è stato avviato durante il primo anno di attività nella Masseria dell'Oasi.

Il farro sta suscitando un interesse a livello nazionale, nel campo della ricerca e della produttività, e rappresenta una buona opportunità economica per le aziende ricadenti in aree marginali. Nella Masseria dell'Oasi di Collalto sono stati realizzati nei primi anni alcuni campi di confronto varietale, con 12 varietà o ecotipi di farro. Oltre alle varietà diffuse a livello regionale sono stati impiegati alcune varietà fornite dall'Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura.
Lo schema sperimentale utilizzato è stato quello a blocchi randomizzati con quattro ripetizioni, le dimensioni delle singole parcelle sono state di 1,5 x 7,5 m.

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Piccola Società Cooperativa Gallero
c.da Collalto, 5 Penne PE